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mercoledì 17 giugno 2026

Illustrazione e Disegno Naturalistico: un pò di chiarezza

 


A volte noto la tendenza, da parte di chi disegna o dipinge soggetti a tema botanico e zoologico, ad autodefinirsi automaticamente un "artista naturalista”. 
Forse sarebbe opportuno, a mio avviso, fare chiarezza su questa definizione
 che spesso identifica una vera e propria professione.


Artista (e/o illustratore) naturalista: il termine stesso è composto da due parole: artista naturalista. Questa definizione non è casuale, poiché unisce due competenze distinte che hanno lo stesso identico peso e sono entrambe imprescindibili. Per svolgere questo lavoro (o passione) non basta saper disegnare e dipingere bene, serve una profonda conoscenza e
 curiosità scientifica dell'universo naturale.
Per chi volesse intraprendere questa professione o passione non esiste un percorso accademico unico in grado di formare contemporaneamente entrambe le figure, una di queste due competenze (a volte entrambe) deve necessariamente nascere da un percorso da autodidatta. Esistono decine di esempi concreti che dimostrano come, senza la perfetta fusione di queste due discipline, non possa esistere la vera arte (illustrazione) naturalistica.

L'essenza dell'illustrazione naturalistica affonda le radici nella sua stessa storia. Nata per scopi pratici, ha guidato per secoli l'umanità: dagli erbari medievali, indispensabili per riconoscere le piante medicinali e commestibili, fino alle illustrazioni realizzate durante le grandi spedizioni scientifiche. Prima dell’avvento della fotografia, infatti, i disegni erano l’unico strumento a disposizione degli esploratori per catalogare, descrivere e mostrare al mondo le specie straordinarie scoperte in terre lontane.


Nella illustrazione naturalistica e scientifica si fondono precisione naturalistica e arte a supporto della scienza e della divulgazione con lo scopo di restituire una rappresentazione non solo degli organismi ma anche dei concetti, dei processi e delle connessioni che intercorrono in natura.

Il valore estetico non è l'unico obiettivo, e non è mai a scapito della accuratezza e della chiarezza che è richiesta per comunicare, documentare e descrivere la natura.


Spesso l'illustrazione naturalistica non ritrae un singolo individuo con le sue peculiarità soggettive, ma predilige l'archetipo: un modello ideale, fondamentale per il riconoscimento della specie. Non è un caso che i migliori manuali di identificazione privilegino i disegni rispetto alle fotografie. Attraverso il disegno, infatti, è possibile restituire colori oggettivi, non alterati dalle condizioni di luce, ed evidenziare tutti quei dettagli morfologici e strutturali indispensabili per classificare correttamente un animale o una pianta, o, per esempio,  inserire nella medesima tavola interi cicli vitali, o differenti morfologie.

L'illustrazione naturalistica e scientifica differiscono dalle altre forme d'arte perchè necessitano di rigore scientifico, di studio preliminare, osservazione diretta in natura e della riproduzione dei dettagli, delle forme e delle proporzioni.

Per esempio chi illustra l'avifauna deve necessariamente sapere o sapere dove reperire, informazioni in merito ai piumaggi e alle loro trasformazioni a seconda dell'età e delle stagioni, oppure in merito alle differenze tra individui maschi e femmine, o in merito all'etologia delle specie che intende ritrarre.

L'esperienza diretta, per quanto possibile, di ciò che si rappresenta, fornisce informazioni riguardo alle posture, alle colorazioni, alle dimensioni, alle proporzioni informazioni che spesso non possiamo dedurre semplicemente dalle references fotografiche.

Proprio per le accurate competenze che si debbono mettere in campo esistono possono vari rami che approfondiscono diverse discipline: 

illustrazione medico-scientifica e anatomica

illustrazione botanica

illustrazione zoologica 

illustrazione paleontologica 

e non è detto che un'illustratore botanico sia altrettanto ferrato sulla illustrazione zoologica e viceversa.

Il disegno naturalistico ha in sé maggior libertà espressiva e il sapore dell'appunto disegnato sul campo pur rispettando la precisione naturalistica, si concede di ritrarre la natura con una modalità più fresca ed emozionale, anche soggettiva e interpretativa, sotto forma di schizzo anche sintetizzando e astraendo, restituendo allo spettatore i tratti essenziali, seppur credibili di ciò che si ritrae.

Il disegno naturalistico al contrario della illustrazione naturalistica è alla portata di tutti a patto che venga comunque rispettata la realtà naturalistica anche quando le forme appaiono meno dettagliate e prevalga un disegno più istintivo e maggiormente mediato dalle nostre percezioni e dal nostro personale stile.


Il materiale utilizzato da un artista naturalista non si limita a carta e colori, ma include binocolo, microscopio, cannocchiale, lenti d'ingrandimento, retini, manuali d'identificazione; inoltre l'illustratore si relaziona e confronta con ricercatori ed esperti, che visionano ed eventualmente suggeriscono modifiche alle tavole.

E nello studio di un artista naturalista oltre a: taccuini, tavole, schizzi, colori e pennelli troverete anche tanti libri e tanti reperti naturalistici: penne, crani, conchiglie, ooteche, borre...

Vorrei concludere con una riflessione personale: l'illustrazione e l'arte naturalistica, a mio avviso, raggiungono la loro massima efficacia quando la precisione scientifica incontra l'emozione. Questo accade quando l'artista/illustratore non si limita alle competenze tecniche, ma porta sulla carta oltre alle proprie esperienze e osservazioni, anche la propria sensibilità nell'esplorare il mondo naturale sempre con occhi nuovi, curiosi e pieni di meraviglia.


Buon Disegno in Natura a tutti voi!


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